Topolini

I topolini domestici, Mus musculussono sempre più frequenti, e dunque sta diventando un problema emergente. La lotta contro questi piccoli roditori è molto più difficile rispetto a quella contro topi e ratti. Questi piccoli muridi sono diffusi in tutta Italia, e grazie alla loro piccola taglia, riesce a colonizzare parecchi habitat, come: 

  • abitazioni rurali;
  • condomini; 
  • industrie alimentali; 
  • ospedali; 
  • nascondigli in ogni luogo riparato. 

TOPOLINI

Topolini: le caratteristiche principali

Non è semplice come sembra eliminare la presenza del topolino domestico, in quanto più resistente, rispetto al loro ridotto peso corporeo, ai principi attivi rodenticidi. Grazie alle abitudini alimentari sono parzialmente protetti dalle solite pratiche di derattizzazione. Il piccolo roditore si nutre poco ed è molto selettivo, basandosi su una dieta piuttosto varia. Per questo motivo, è necessario predisporre esche di varia natura. 

Lotta al topo domestico: cosa fare

È necessario effettuare una corretta ed efficace lotta ai topini domestici, dividendo l’operazione in tre fasi principali: 

  • tracciatura; 
  • precontrollo; 
  • posa delle esche. 

La prima fase, appunto, richiede maggior spirito di osservazione. Bisogna stabilire i luoghi solitamente frequentati, le zone obbligatorie di passaggio e gli usuali punti di alimentazione. È nella procedura notare anche le feci dell’animale, e durante questa fase si può ricorrere all’utilizzo delle polveri traccianti. Una volta studiate le abitudini dell’infestante, si procede con la seconda fase, usando esche non avvelenate. Ciò permette di verificare le preferenze alimentari dei topolini ed abituarli a delle nuove disponibilità. Esaminate prima e seconda fase, si posizionano le esche vere e proprie. Così, le operazioni saranno precise e collocate nei punti strategici. È consigliato continuare la posa delle esche, fino alla scomparsa totale dei roditori. 

I principi attivi più utilizzati ed efficaci

È possibile classificare i principi attivi utilizzati in due gruppi principali: 

  • idrossicumarine ad ingestione multipla: warfarin, cumacloro, coumatethralyl; 
  • ad ingestione singola: chlorophacinone, bromadiolone. 

Non meno importante è l’utilizzo del calciferolo, maggiormente impiegato di recente con risultati soddisfacenti. 

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