Zanzara tigre

Zanzara tigre

La Zanzara tigre: seppur non sia originaria dei nostri territori, si è completamente adattata all’ambiente del territorio italiano. È considerata tra gli insetti più comuni e noti degli ultimi due decenni, difatti la sua presenza in Italia è appurata dal 1990. Da diversi anni, l’attenzione su questi infestanti è focalizzata nell’elaborare efficaci piani di prevenzione e controllo nei confronti di una problematica non solo ambientale ma soprattutto di carattere sanitario.

 

zanzara tigre

Zanzara tigre: vettore di patologie

L’opinione pubblica ha preso coscienza di un innato meccanismo di cui le zanzare possono esser le protagoniste: la veicolazione di patologie a carico degli esseri umani, come ad esempio l’epidemia di febbre da Chikungunya, verificatasi in Emilia Romagna nel 2007. Anche in anni più remoti, le zanzare sono state artefici di altri problemi sanitari: la malaria. Tuttavia, si tratta di un fenomeno completamente naturale, tenendo conto l’adattamento e l’evoluzione di taluni insetti ematofagi. 

Altri danni sanitari causati dalle zanzare tigri

È doveroso ricordare ciò che questi infestanti possano causare. Difatti, in altri paesi del mondo, la zanzara tigre è responsabile di patologie, quali: 

  • dengue; 
  • febbre emorragica; 
  • febbre gialla;

che causano migliaia di morti ogni anno. Perciò, diventa evidente l’importanza di monitorare, controllare e ridurre al massimo la presenza della zanzara tigre, per contenere al minimo i rischi sanitari e di molestia. 

Zanzare e rischi sanitari

Le Autorità sanitarie, avendo compreso la problematica, si sono impegnate a contrastare e limitare la presenza delle zanzare, elaborando linee guida nazionali e locali, regionali e comunali. Anche la cittadinanza è impegnata nel seguente ambito con campagne di educazione sanitaria e divulgazione scientifica. 

Zanzara tigre: caratteristiche principali

Questi insetti, dalle molteplici capacità di adattamento, si prestano benissimo alla vita negli ambienti urbani. L’adulto di Aedes albopictus è di piccole dimensioni (5 mm) e di colore nero con bande bianche longitudinali, che lo contraddistinguono. Può vivere anche 3/4 settimane. Gli adulti compaiono in corrispondenza dell’aumento delle temperature e dell’allungarsi delle ore di luce nel corso della giornata. 

Zanzara tigre: caratteristiche biologiche

In seguito all’accoppiamento, le femmine effettuano pasti di sangue per la maturazione delle uova, pungendo più volte, anche lo stesso soggetto, con un’aggressività maggiore rispetto alla zanzara comune. Le uova prodotte variano da 40 a 80 e vengono deposte separatamente in numerose tipologie di raccolte d’acqua di dimensioni piccole e medie o in assenza dell’acqua stessa. Infatti, possono rimanere vitali per diversi mesi anche in mancanza di acqua. Una volta sommerse, le uova schiudono in un periodo di tempo variabile, dipendente dalle temperature. Le larve effettueranno 4 mute e si svilupperanno nelle acque nutrendosi del materiale organico in sospensione. 

Zanzara tigre: caratteristiche aggiuntive

L’Aedes albopictus è in volo solitamente nelle ore più fresche della giornata: nelle prime ore del mattino e nel tardi pomeriggio. Gli adulti tendono a ripararsi tra la vegetazione arbustiva per: 

  • fuggire al calore delle giornate estive; 
  • scampare al rischio della morte per disidratazione. 

Secondo quanto abbiamo constatato direttamente sul campo, gli adulti sono attivi anche fino a novembre, compatibilmente con le condizioni climatiche. 

 

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